
cucina regionale
giornata: potrebbe andare meglio
Visto che oggi gira così colgo l’ispirazione e compongo:
LA BALLATA DELLA CACCA
Se lo stronzo fa un bel tonfo
Cacca a spruzzo è senza tuffo
Cacca secca non ti macchia
Cacca molla sembra colla
Cacca dura muratura
Cacca e schizzo ti fa stizzo
Cacca nera brutta cera
Se la cacca è basculante può tornar nelle mutande
Cacca fuori son dolori
Cacca in bosco ti fa losco
Cacca in mare lascia stare
Cacca a dondolo non è fronzolo
Se s’aggrappa ad una chiappa
Gratta sino a venir matta

Good Morning, Vigasio

Figlio e Monociglio
Da un paio d’anni i conoscenti della mia età stanno figliando come conigli; guardando il mio, ormai tredicenne, mi rendo conto d’aver anticipato un pochino i tempi… e sono felicissima della mia scelta.
Chiacchierando con un’amica neomamma è venuta fuori la fatidica domanda:< Ma non hai mai pensato di avere un altro bambino?>. Sì ci ho riflettuto e no, non ne ho mai avuto l’intenzione, non saprei nemmeno dire il perchè.
Se si parla di desideri materni invece mi piacerebbe tanto che Lorenzo tornasse piccolo (tipo 4 o 5 anni).

E’ stano vederlo trasformarsi in adolescente; è appena entrato in quella fase dove rapporta il proprio aspetto agli altri.

Infatti, in questa foto mi ha chiesto di correggere il monociglione… sarà anche affascinante in un adulto ma risulta buffo su un faccino ancora tondo.
agosto mi angustia
Non per le temperature torride e l’afa, men che meno per la gente in ferie mentre Albe ed io lavoriamo anche la domenica e ferragosto, è ancora accettabile che i fornitori e gli spedizionieri facciano cazzate nella settimana che precede la loro chiusura o siano totalmente rincoglioniti appena riaperti.
Odio agosto perchè la crema marrone si liquefa e tirarla diventa una tortura!

Taa-dan!
Uno dal cassonetto, due dalla strada, uno da una cucciolata… ma quello trovato nel vano motore di un’auto davanti a casa ci mancava.
Lei è piccola, tenera, pelosa e sozza!

Nonostante sia l’ultima arrivata ha iniziato immediatamente a farsi valere:

Mi sa che non metteremo annunci per farla adottare perchè è così ruffiana che ci ha stregati all’istante.
Ora manca solo il nome, si accettano suggerimenti.

Koi: DIPENDENTE
Alberto: TITOLARE
Koi: lavora 8 ore scarse, dal lunedì al venerdì
Alberto: 10/12 ore al giorno, sabato compreso e spesso la domenica
Koi: 3 settimane di ferie, ore ed ore di permessi retribuiti, festività, ex festività e un sacco di altre cose che non arriverà mai a scoprire perchè solo ad usufruire dei permessi sarebbe come lavorare part-time
Alberto: mezza domenica libera e non sempre
Koi: stipendio pieno, contributi garantiti, bonus e gadget
Alberto: pezze al culo tutti i mesi
Koi: zero responsabilità
Alberto: contabilità, spedizioni, gestione di ordini, corsi di sicurezza, primo soccorso, antincendio, astronauta, cucito e ricamo, etc…
Koi: casa-lavoro e lavoro-casa
Alberto: casa-lavoro-spedizionieri-concerie-meeting-fiere-cinturai-banche-commercialista-grossisti-fornitori vari-casa
Koi: “dimmi quello che devo fare e io lo faccio” se sbaglio è colpa del titolare che non si è spiegato bene
Alberto: ignoranza non ammessa, deve mantenersi informato su tutto costantemente onde evitare irregolarità, multe o gravi sanzioni
Quando Aberto, alla domanda “che lavoro fai”, risponde: “sono titolare di una piccola azienda” la gente spesso lo immagina felice e danaroso.
Rispetto alle medie e grandi imprese la realtà dei piccoli imprenditori italiani è praticamente un’altro mondo.
Nonostante si continui a ripetere che la piccola industria è la colonna portante dell’economia lo stato e le istituzioni non si attivano adeguatamente per tutelarla e promuoverla.
incontri ravvicinati…
…del peloso tipo…

Oltre mezzo metro di irsuta simpatia, è la nutria più grande che io abbia mai incontrato!
guardaroba profumato
Ecco la fragranza che non può mancare nell’armadio degli italiani!

Ok, lo ammetto, l’ho comprato solo perchè mi faceva ridere…
paint your life… qui e subito
IERI:
Tenere le giacche nell’atrio non è più possibile da quando è arrivato Trippa.
Abitando in affitto (ancora per poco) in una casa non mia mi scoccia dover spendere per i complementi d’arredo perciò ho pensato di costruire un appendiabiti con le mie mani, molto semplice e lineare: un rettangolo di legno con 3 pomelli da dipingere a fantasia.
OGGI:
Sono sola in ditta e se il cliente mi avesse indicato come voleva le anticature sarebbe stata una normale giornata lavorativa ma il fato ha voluto regalarmi tanto tempo libero, svariati materiali ed attrezzi a disposizione…
Per il mio progetto stile Pain Your Life cioè ingegnoso, ricicloso ed inguardabile, ho uasto:
Cuoio, fustella, trancia, anilina, glitter, colla vinilica e spazzolino da lustrascarpe per il SUPPORTO.
I POMELLI sono composti da: puntali ”truzzi” per calzature uomo, martello, chiodini antistatici per suole raccolti da terra ed applicazioni vintage per calzature donna.
Volevo usare le linguette delle lattine per appendere il tutto al muro ma, rovistando, ho trovato delle banalissime attaccaglie per quadri con rispettivi ganci da parete.
Mezz’ora per assemblare il tutto e…

Come direbbe Barbara: <Non è meraviglioso!?!> ed assolve perfettamente il suo scopo.


Povero Alberto, quando lo vedrà gli prenderà un colpo… corro a casa ad appenderlo!
la mia gatta pisha (fuori)
Fra tutti i mici con i quali ho convissuto “La Pisha” è quella più stupefacente.

La conobbi quando stava ancora dai genitori di Alberto: mi piantò le unghie nei quadricipiti, io la catapultai contro la parete… e fù subito amore!
Più che un animale domestico lei è un’amica: capisce se sto male, sa che non deve salire sul tavolo da pranzo o sulla cucina, quando la spazzolo mi ricambia con un massaggio cervicale… e stava tanto bene ad essere l’unica principessa della casa…
Non sopporta dover condividere la lettiera: se c’è uno stronzetto altrui si rifiuta di poggiare le nobili zampettoline nella bentonite, si accovaccia sul bordo e piscia fuori (da qui il nome).
Dato che non posso essere sempre lì pronta a rastrellare la sabbietta ho testato, in vano, svariate soluzioni; inutili anche le minacce: <Guarda che ti metto il pannolone!>.
Pochi giorni addietro, facendo la spesa, nel reparto “bestie domestiche”, ho adocchiato un’accattivante confezione: … Vabbhè, pezze assorbenti, oramai ho fatto trenta proviamo trentuno… le metterò attorno alla lettiera…

Questo “coso”, esteticamente discutibile, è praticamente inutile!
Per i gatti è un invito a nozze: tango d’unghie e pioggia d’ovatta; La Pisha lo sposta e… apriti cielo! Escludendo l’uso come fodero per trasportino questo è un prodotto più indicato ai possessori di cani. Ma… ogni minaccia è debito sicchè….

meglio di niente

Controvoglia, alla fine, ho accettato il compromesso dell’avvocato: piccola fattura ed il resto in “contanti”.
Giorni fà il mio adorabile quasi ex coniuge s’è accorto di un’inesattezza nella fattura (per altro già pagata da entrambi) che ha invertito la percentuale del lecito e dell’illecito nel totale pattuito.
I casi sono due: errore involontario o … “ci ha provato”, comunque sia la spesa è sempre uguale ma mi riempie di gioia sapere che il legale sarà un po più legale col fisco.
TEMPO: poco ed incasinato

Un mese di prove solo per capire come disegnare il teschio sulla tomaia: farlo a mano libera è possibile ma ci avrei impiegato troppo tempo e pazienza solo per un paio… immaginate per una serie. L’aerografo è fuori questione, con il tipo di colori che uso si inceppa dopo 3 secondi. La penna grafica graffia la pelle. Lo stencil non funziona perchè la superfice è troppo porosa ed assorbente… poi il colpo di genio et voilà.
Serviva un nuovo telefono per la ditta, normalissimo: fisso, tasti grandi e funzioni basilari. Il dubbio che il commesso di Euronics mi avesse raccontato una balla mi è venuto poi ma sta di fatto che: <Mi spiace signora, telefoni fissi a cavo non li produce più nessuno, ci sono solo quelli a batteria> <Batterie ricaricabili?> <No> <Ma perchè? Non ha senso!> <Vede, magari manca la corrente e…> <Se manca c’è il cellulare!> <In effetti non ha senso…>.
Alla fine abbiamo preso un altro dannatissimo cordless: il capo li odia, quando serve non lo trova mai perchè qualcuno lo ha lasciato in giro e si arrabbia… noi ci arrabbiamo perchè quel qualcuno è sempre lui!
ESTATE VAFFA


In momenti come questo ringrazio il fato per il mio cuore bradicardico (41 bpm); col caldo, infatti, il battito rallenta ulteriormente, non sudo e desidero solo dormire.
L’irritazione degli altri mi scorre addosso come acqua tiepida…
…insomma, dai 30° in sù la mia testa non c’è più!

LA MIA PICCINA…

Sherloc°KOI°

Mi ha fatto veramente girare i chitarrini, volevo scrivere un’opinione "appassionata" ma scopro che un simpaticissimo commentatore mi aveva preceduta:

Non avrei saputo fare di meglio, grazie MIO EROE!
PIESSE: l’indagine è comunque andata bene, ho trovato una sfilata dove appaiono almeno due paia delle nostre… si vede una cippa di minçhia ma in ditta le abbiamo riconosciute.
DELIRIO NOTTURNO
I miei incubi più terrificanti hanno come denominatore comune la "perdita" di persone o cose a me care, generalmente mi sveglio in lacrime ma dopo una bella lavata di faccia passa tutto, quando li racconto ad Alberto poi mi rendo conto della loro assurdità.
Oggi non ha funzionato, sono tesa, di cattivo umore e non riesco a lasciarmi alle spalle l’ultima disavventura onirica. Poichè Alberto non c’è proverò ad esorcizzare raccontandola qui.
Dopo aver assistito ad un festival musicale stavo andando a casa e mi sono resa conto di non aver più la borsa e la fotocamera, come me tanti altri erano stati derubati.
Iniziamo allora a guardarci attorno e scopriamo, in un vicolo buio, zaini, borse, custodie per chitarra, valigette tutte vuote.
Dopo le indagini la polizia rende noto che il colpevole è un giovane Danny DeVito ma io non posso rivalermi perchè le mie borse non erano tra quelle ritrovate nel vicolo. Decido di affrontare il ladro di persona e mi ritrovo con una denuncia per molestie e gli pneumatici squarciati dalla madre di DeVito (che nel mio sogno è, chissà perchè, l’attrice Doris Roberts)…. oltre il danno pure la beffa!
L’incubo finisce con me che quantifico l’emorragia di denaro derivata dal furto, dal danneggiamento e dalla causa legale in corso.
Ok, rileggendo mi sono fatta una grassa risata…… Albe, torna presto.
LORENZO CURIOSO…

Quel CANE di mio PADRE

Mio papà non se ne separa mai, ha messo cestini ovunque (bici, scooter, auto) per portarla a zonzo…

… le ha pure cucito un cappottino col pon-pon! Sinceramente, tra lui ed il cane, non saprei dire chi si diverta di più.
GOOD TIME

The Boat that Rocked - I Love Radio Rock
Il film può essere considerato una dichiarazione d’amore per la musica rock. Tutta la pellicola infatti è accompagnata da un’intensa colonna sonora, principalmente anni ’60, tra i quali figurano The Beach Boys, The Kinks, The Who, Cream, Hendrix, Otis Redding, e Bowie tanto per citare i più noti.
Sono molto belle anche la fotografia, il montaggio e le numerose citazioni.

Motel Woodstock
Mi è piaciuto che si sia parlato esclusivamente del "dietro le quinte".
Ang Lee non racconta Il Concerto ma coglie l’occasione per descrivere una società e lo fa, ironicamente, attraverso una moltitudine di personaggi ognuno dei quali finisce con il rappresentare una delle facce di quel prisma che erano gli Stati Uniti all’epoca.
Una recensione migliore della mia la trovate QUI.
CARTA STAMPATA
Al contrario dei film mi imbarazza sempre dare consigli e segnalazioni in merito, credo che il rapporto con la lettura sia molto intimo e personale; da un lato non voglio sembrare invadente e dall’altro mi sento "denudata"… vabbè, so’ flippe mie, sorvoliamo!
L’ho fatto per Tezuka, ho sorvolato il Maestro Taniguchi (ritenuto un fuoriclasse anche in Italia), quindi vi presento Shinichi Ishizuka con il suo GAKU.

Che l’argomento piaccia o no, Gaku (Ita. Vette) illustra la grande passione per la montagna con le sue magiche atmosfere e le sue storie spesso drammatiche.
Lì dove neanche il soccorso alpino riesce a giungere, subentra il protagonista del manga, Sampo, un individuo tutto sommato ordinario, che ha semplicemente deciso di dedicarsi alla montagna. Sampo ha scalato vette in tutto il mondo, proprio come lo stesso autore, e ha visto la morte in faccia più volte. Nonostante ciò è una persona affabile, semplice e bonaria, decisamente un protagonista azzeccassimo. Non lo vedremo mai, però, buttarsi a capofitto in salvataggi o manovre inverosimili alla Cliffhanger, e sta anche in questo la grande maturità del manga; Sampo sarà spesso costretto a operare scelte difficili, ma in definitiva inevitabili.
La varietà degli episodi è notevole e non vi è traccia di inutili ridondanze narrative. A comparse che, di volta in volta, appaiono e vengono ben caratterizzate in poche tavole, si alternano tutti quei personaggi secondari, vecchi amici e/o colleghi del protagonista, che pian piano contribuiranno ad infittire la rete dei rapporti interpersonali, ma anche a svelare le misteriose esperienze passate del protagonista.
Infine, è davvero interessante tutta l’attenzione che l’autore dedica alla rappresentazione dell’attrezzatura e delle molteplici tecniche di soccorso alpino.

Mò me ne torno a lavora’… anche se la voglia manca la correttezza resta, in fondo non mi pagano per sfancazzare.
Buona settimana a tutti.









