Archivio per la categoria 'CUL-TURA'

16
apr
12

visto il centenario

come non ricordare questo spassoso doppiaggio (by Prophilax)

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08
feb
12

freddo

Avete freddo? Vi lamentate della neve che cade a grappoli? Avete acceso il riscaldamento a manetta? Ah ah ah, gli abitanti della Lapponia non accennano a smettere di ridere di noi italiani. Ecco qui il perchè:

+10°C Gli abitanti di appartamenti di Helsinki spengono il riscaldamento. I lapponi piantano fiori.
+5°C I lapponi prendono la tintarella (sempre che il sole sia ancora sopra l’orizzonte)
+…2°C Le auto italiane non partono più
0°C Punto di congelamento dell’acqua distillata.
-1°C Si può vedere il respiro. E’ il caso di preparare una vacanza al sud. I lapponi mangiano un gelato e bevono una birra ghiacciata.
-4°C Il gatto vuole venire nel tuo letto.
-10°C E’ il caso di preparare una vacanza in Africa. I lapponi si fanno una nuotata
-12°C Temperatura minima perchè possa nevicare.
-15°C Le auto americane non partono più.
-18°C Gli abitanti di appartamenti di Helsinki accendono il riscaldamento.
-20°C Si può ascoltare il respiro.
-22°C Le auto francesi non partono più.
-23°C I politici cominciano a pensare ai senzatetto
-24°C Le auto tedesche non partono più.
-26°C Con il respiro puoi prenderci materiale per fare un igloo
-29°C Il gatto vuole entrare nel tuo pigiama.
-30°C Nessun auto parte più. Il lappone sputa per terra, da’ un calcio ad una ruota e fa partire la sua Lada
-31°C Troppo freddo per baciarsi. Le labbra si fonderebbero insieme. Le squadre di calcio lapponi cominciano ad allenarsi per la primavera.
-39°C Le leghe d’argento si solidificano. Troppo freddo per pensare. I lapponi chiudono l’ultimo bottone della camicia
-40°C L’auto vuole venire nel tuo letto. I lapponi si mettono un pullover.
-44°C Ad Helsinki si cominciano a chiudere le finestre del bagno.
-50°C Le foche abbandonano la Groenlandia. I lapponi mettono i guanti e bevono un goccio di Vodka
-70°C Gli orsi polari abbandonano il polo nord. I lapponi mettono il cappello e bevono un goccio di Vodka.
-120°C L’alcool solidifica. I lapponi si incazzano.
-270°C L’elio si liquefa…
-273,15°C Zero Assoluto. Nessun movimento delle particelle elementari. I lapponi ammettono “Eh si. In effetti fa freddo. Passami un pò di quella Vodka congelata da ciucciare”.

 

16
nov
11

ecco cosa interessa agli italiani

Ecco cosa interessa veramente agli italiani!
Su le 20 notizie più lette oggi ben 14 sono puttanate. Degna di nota la medaglia d’argento alla Tommasi nuda… per una buona causa?!? 
Che disgusto!!!

06
ott
11

Canta(le) che ti passa

Versione Veneta del talent show canoro di canale5, conduce Germano Mosconi. 

30
set
11

Nuovo Tormentone

14
set
11

pirla senza speranza!

Elkann Fenomeno Lapo, finto orgoglio italiano Dalla fissa per il carbonio al suvin divieto.

Radiografia del rampollo di casa Fiat, che ormai è diventato un brand a sé stante

 di Selvaggia Lucarelli

 E fu così che quattro giorni dopo la faccenda del Suv che blocca il tram e lo scampato linciaggio, colei che scrive, quel Suv, se lo ritrovò davanti. Non è che riconoscerlo sia stata una gran fatica, visto che a fare shopping a due passi dal Duomo con una jeep mimetica, potevano essere solo in due: Lapo Elkann o il generale Schwarzkopf. E siccome il generale ha chiuso con le guerre da un po’ e del mimetico faceva un uso corretto (mimetizzarsi nel deserto o in conferenza stampa), l’unico indiziato è rimasto lui, Lapo, che di guerre ne tiene in piedi un bel po’, da quella fredda con le donne a quella nucleare coi congiuntivi e che con rara scaltrezza, utilizza il mimetico, non per confondersi ma per farsi notare. Per personalizzare mica una Vespa o il cinturino di un orologio, no, un Suv. E per far sì che una passante come me intuisca che quella jeep parcheggiata nell’area destinata al carico e scarico merci sia la sua.

Un modo astuto per brandizzare le boiate. La passante prova a trovargli un alibi, ma gli riesce difficile immaginare Lapo nell’atto di compiere una qualsiasi attività che preveda la fatica fisica, figuriamoci se lo vede scaricare qualcosa. S’è pure inventato gli occhiali in carbonio, Lapo, per dover sopportare al massimo tre grammi di peso sulla testa, cervello compreso, per cui no, le sfacchinate non sono cosa sua. La passante si avvicina al Suv camouflage e sbircia l’interno. Altra sorpresa. Il sedile lato guidatore ha la cintura di sicurezza agganciata, pratica nota a chi non la indossa e la aggancia per zittire il bip molesto. Ora, visto che tra le categorie esentate dall’obbligo di indossare la cintura ci sono poliziotti e tassisti ma non i rampolli somiglianti al gatto Garfield in doppiopetto, viene il dubbio che Lapo usi commettere un’altra infrazione. Ma è un’ipotesi, e se si vuole infierire sull’Elkann vermiglio, c’è una tale rosa di certezze che limitarsi a ricamare su un presupposto, sarebbe un peccato mortale.

Per esempio, la passante, se si interroga sulla vita di Lapo, non capisce molte cose. Intanto sui suoi cenni biografici. Lapo è un alpino, fatto che per uno che non è una cima, è già paradossale. Poi si è laureato in relazioni internazionali e vabbè, Nicole Minetti è laureata con centodieci e lode e Madalina Ghenea studia fisica quantistica, per cui sorvoliamo. Il mistero più grosso riguarda il suo anno da assistente a Henry Kissinger, ovvero uno che nella sua esistenza ha avuto a che fare col Vietnam, la guerra fredda, il Watergate, Timor Est e la Realpolitik, per cui ora la domanda è: in cosa lo assisteva Lapo? Quali contributi di creatività avrà portato al buon Kissinger? Gli avrà suggerito di produrre una felpa con la scritta “Vietcong” per avvicinare il target reduci di guerra al prodotto Esercito degli Usa? Poi c’è il problema delle fisse. La prima è quella per l’italianità.

Per l’orgoglio di essere italiano. Per la bandiera italiana. Che, diciamocelo, esteticamente parlando è una mezza ciofeca ma lui la piazza dappertutto. Una roba che se Lapo fosse stato un contemporaneo di Garibaldi, l’avrebbe fatto sbarcare a Marsala con l’occhiale in carbonio. Solo che succede un fatto strano: il suo marchio lo chiama “Italia independent” e la sua factory creativa la chiama “Independent ideas” e la fonda il 4 luglio, che è la festa dell’Indipendenza americana. Infine, che tu gli chieda che ora è o cosa ne pensi della manovra finanziaria, lui estrae dalle tasche due palline rosse contenenti i termini “brand” e “concept” e li ripete 3-4 volte a casaccio. Cioè, è orgoglioso di essere italiano e l’italiano gli fa schifo. Andateci sul sito di Italia Independent. L’introduzione recita: «Italia Independent è un marchio di creatività e stile per “persone indipendenti” e trendsetter, la cui innovazione si basa nel coniugare fashion e design e nel posizionarsi tra il designer wear e l’urban sport wear». Cioè, quest’uomo non azzecca un congiuntivo dalla vittoria di Luna Rossa in Nuova Zelanda e poi parla di designer wear? L’altra fissa di Lapo è il carbonio. Lui il carbonio lo deve mettere dappertutto, negli occhiali, nei caschi per la moto, nei jeans limited edition, nella sabbietta per il gatto e nel cappuccino la mattina. E il bello è che crede di convincerci a comprare le sue boiate al carbonio con i seguenti argomenti: «I jeans contenenti fibra di carbonio proteggono da scariche atmosferiche, campi elettrostatici ed emissioni elettromagnetiche». Qualcuno gli spiega che il suo target medio non è l’addetto alla manutenzione satelliti della base di Cape Canaveral, ma il trentenne fancazzista figlio di papà e che l’unica emissione elettromagnetica con cui ha a che fare è quella del pos che con una sola strisciata gli polverizza 1700 euro netti per gli occhiali di Lapo? Grazie. Poi c’è il capitolo casini e affini. Sta con Martina Stella, la lolita bionda più desiderata d’Italia, e viene fuori che le preferiva il trans Patrizia, all’anagrafe Donato Brocco. E tu dici vabbè, in fatti di gusti ognuno è independent. Uno può essere trendsetter e trans-setter, mica una cosa esclude l’altra, per carità.

Poi va a vedere una partita degli NBA e con un intervento da bordo campo, riesce a influenzare una partita e far perdere i Raptors, che con quel nome poi mi auguro l’abbiano atteso fuori dal palazzetto per fargli testare la differenza tra la leggerezza del carbonio e la pesantezza di uno schiaffone assestato da un cestista mulatto altro 2 metri e venti. Poi la fidanzata/cugina che tu dici: «Ma non erano solo i Forrester a incrociarsi tra di loro?». Che posa con lui su tutti i red carpet del globo, da quello del Festival di Venezia a quello della sagra del fagiolo borlotto. E ci sarebbero anche le trovate degli occhiali in 3 D Italia Independent con effetto velluto, i mocassini scamosciati viola, gli utilissimi skateboard Independent e la casa di Lapo in zona ticinese coi Barbapapà giganti, ma mi fermerei qui, con una consapevolezza. Qualsiasi cosa faccia Lapo, ci sarà sempre una Anna Wintour pronta a eleggerlo “Best dressed man”. Perché sotto un certo reddito, se il tuo sport è inanellare boiate, ti rifilano la tessera premio “pirla senza speranza”. Ma sopra un certo reddito e con gli ascendenti giusti, quella tessera viene convertita in quella da “simpatica canaglia”. E questa è la cifra di Lapo. Anzi, il suo concept.

13
mag
11

italian popular gestures

11
dic
09

MOUSE

Com’è noto il mouse dei computer si chiama in francese "souris", in spagnolo "raton", in tedesco "maus" e solo noi, invece di chiamarlo "topo", lo chiamiamo "mouse".
Gli americani della IBM non lo sapevano e hanno tradotto un po’ troppo letteralmente un loro manuale di istruzioni distribuito in tutte le filiali del mondo, tra cui quella italiana….
Il seguente è un memorandum, realmente distribuito agli impiegati di tutte le filiali statunitensi IBM.

Nelle intenzioni di chi lo ha scritto è assolutamente serio, la traduzione è
stata fatta dagli americani per gli impiegati della IBM Italia:

[...]
Le palle dei topi sono oggi disponibili come parti di ricambio.

Se il vostro topo ha difficoltà a funzionare correttamente, o funziona a scatti, è possibile che esso abbia bisogno di una palla di ricambio.

A causa della delicata natura della procedura di sostituzione delle palle, è sempre consigliabile che essa sia eseguita da personale esperto. Prima di procedere, determinare di che tipo di palle ha bisogno il vostro topo. Per fare ciò basta esaminare la sua parte inferiore. Le palle dei topi americani sono normalmente più grandi e più dure di quelle dei topi d’oltreoceano. (e te pareva! NDR).

La procedura di rimozione di una palla varia a seconda della marca del
topo.

La protezione delle palle dei Topi d’oltreoceano può essere semplicemente fatta saltare via con un fermacarte, mentre sulla protezione delle palle dei topi americani deve essere prima esercitata una torsione in senso orario o antiorario.

Normalmente le Palle dei topi non si caricano di elettricità statica ma è bene comunque trattarle con cautela, così da evitare scariche impreviste.

Una volta effettuata la sostituzione, il topo può essere utilizzato immediatamente (ed ecco la vera perla del memorandum…)

Si raccomanda al personale esperto di portare costantemente con sé un paio di palle di riserva, così da garantire sempre la massima soddisfazione dei clienti. Nel caso in cui le palle di ricambio scarseggino, è possibile inviare richiesta alla distribuzione centrale utilizzando i seguenti codici:

PIN 33F8462 – Palle per topi americani
PIN 33F8461 – Palle per topi stranieri
13
nov
09

VENERDì 13

Se il calendario vi ha appena ricordato che oggi è Venerdì 13 (la fatidica data!), non c’è davvero motivo di inquietarsi, né più né meno che in qualunque altro giorno della settimana o del mese.
A meno che non siate superstiziosi… poiché, a quanto pare, niente porta più sfortuna che l’esserlo.

Sia il venerdì che il 13 come numero in sé trovano da sempre radicate tradizioni, non solo in Occidente, che li considerano come fattori negativi o infausti. Il più evidente simbolismo, almeno per la nostra cultura, si trova nel novero dei commensali dell’Ultima Cena, con il tredicesimo del presenti, Giuda, che si rende traditore di Gesù, il quale proprio di venerdì muore sulla croce.
Sono poi sufficienti poche coincidenze storiche perché la combinazione della data assuma o confermi l’oscura suggestione della propria fama. Per esempio, pare cadesse proprio di venerdì quel 13 di ottobre del 1307 in cui re Filippo il Bello fece arrestare tutti i Templari sul territorio francese, confiscando i loro beni e consegnandoli all’Inquisizione.

Se il numero 12 viene generalmente considerato come rappresentativo di un ciclo concluso (dodici i mesi, dodici i segni zodiacali, e via elencando), il 13 vi aggiunge una sorta di unità perturbante, estranea e complementare a un tempo, così che il tredicesimo elemento si presenta come trasgressione, antitesi o minaccia di un sistema altrimenti ideale.
Secondo un racconto del mito nordico, in una tarda versione apocrifa fortemente influenzata dal Cristianesimo, il malvagio Loki si unisce come tredicesimo convitato a un banchetto divino, e a causa delle sue macchinazioni ha luogo la morte del luminoso dio Balder.
Il 13 ricorre nel calendario delle antiche società matriarcali, basato su un ciclo lunare in 13 mesi di 28 giorni, in contrapposizione all’anno solare della successiva e dominante civiltà maschile. I filosofi greci definivano il 13 un “numero imperfetto”, mentre persino nella tradizione Induista un raduno di 13 persone nello stesso luogo era considerato di cattivo auspicio.
L’usanza di escludere tale cifra dall’uso quotidiano, specialmente diffusa in America, sembra risalire sino al XVII secolo, ignorando il 13 nella numerazione delle stanze d’albergo, dei piani di certi moderni palazzi, dei tavoli nei locali pubblici e in ogni altro utilizzo comune… Esempi che potrebbero proseguire fino all’ossessione, trasformandosi in una vera e propria fobia patologia come la triscaidecafobia, ovvero la paura del numero 13.

Altrettanto antica la fama del dì solitamente indicato come il meno propizio della settimana, celebrato pure in un proverbio che lo indica come il più inadatto, insieme al martedì, per sposarsi, partire, o “dar principio all’arte”.
Se già si è accennato alla Crocifissione, nella tradizione biblica il venerdì è anche il giorno della tentazione di Adamo ed Eva, dell’inizio del Diluvio Universale e della distruzione del Tempio di Salomone. Nella Roma pagana il sesto settimanale rappresentava il giorno delle esecuzioni, come più tardi in Inghilterra per l’impiccagione dei condannati. Nel Nord Europa, il venerdì è il giorno dedicato alla dea Freya (Friday in inglese, Freitag in tedesco), che se può coincidere nel dies Veneris con la figura di Venere, possiede rispetto alla divinità greco-romana l’ulteriore caratteristica di essere protettrice delle arti magiche, e per estensione del culto delle streghe.

Ulteriore spinta alla contemporanea diffusione di leggende e pregiudizi sulla sventura di questa particolare giornata, tanto da renderla leggenda comune a tutto il mondo, si deve in buona misura al ciclo cinematografico di Venerdì 13, inaugurato dal primo "Friday the 13th" di Sean S. Cunningham nel 1980, film che ha consacrato la sinistra maschera di Jason Voorhees ad autentica icona del genere horror.

Sicuri dunque di non credere assolutamente in certe cose? Per concludere con una frase del filosofo inglese Francesco Bacone, “c’è una forma di superstizione nell’evitare ogni superstizione”.

Articolo pubblicato originariamente su In Tenebris Scriptus, il blog ufficiale dell’artista Andrea Bonazzi.

16
mar
09

Buon Lunedì

 

La Cacca 

 

1. MATTUTINA: Senza lode e senza infamia, ha comunque un grande valore psicologico: scaccia tutti i fantasmi della notte e aiuta ad intraprendere con allegria il nuovo giorno. 

2. COLLA: La più detestata. Non da particolare soddisfazione ne come 
consistenza ne come aroma. Fa consumare una quantità industriale di carta 
igienica e obbliga ad usare lo spazzolone. 

3. MOUSSE: Anticamente detta BOASCIA, ha un odore forte e genuino. Si manifesta spesso quando si e’ un campagna per una passeggiata. Color 
nocciola scuro e morbida. 

4. CAPRINA: Un vezzo prettamente femminile: detta anche "A PALLETTONI", questo tipo di cacca e’ l’unica ad essere anche rumorosa quando arriva a contatto con la superficie della tazza. Non ha particolare odore, e’ molto consistente, a forma di chicco di grandine. Colore scuro. 

5. BOERO: Consiste nella combinazione tra durissima e liquida: prima si 
espelle il "tappo" che frena la caduta della parte liquida. Di vario 
colore, sorprende spesso chi non se lo aspetta. 

6. MUNGO: Tra le più antiche specie. Lungo, consistente e profumato. 
Colore chiaro, corrugato, questo modello ha il pregio di fumare sempre, 
anche in estate. 

7. TOTEM: della famiglia dei MUNGIDI, ha le stesse caratteristiche del suo antenato. Colore testa di moro, liscio, molto più profumato. 

8. ZEPPELIN: Famiglia dei MUNGIDI. La sua particolare grandezza lo pone in cima alla classifica. In alcuni casi si pianta nella tazza e non c’è 
verso di spezzarlo. 

9. OMBRELLO: Trattasi di cacca pressoché liquida che fuoriesce ad 
ombrello. Odore sgradevole, può procurare bruciori. 

10. OMBRELLO IMPERIALE: Quando non e del tutto liquida e la sua caduta nella tazza crea simpatiche fantasie di colori e forme. 

11. OMBRELLO IN TEMPESTA: Consistente come quello REALE e l’esatto opposto del BOERO: parte con l’ombrello liquido per finire con una sorta di meteoriti che agitano l’acqua della tazza provocando una vera e propria tempesta. 

12. THRILLER: Si manifesta per lo più in coda sull’autostrada, colpisce 
prima la parte alta dello stomaco. Dopo innumerevoli rimescolamenti 
interni e pronta per l’espulsione. L’arrivo all’autogrill e’ un sogno. 
Accompagnata sempre da copiosa sudorazione spesso non da il tempo 
necessario per le operazioni di sistemazione sulla tazza. 

13. FULL METAL JACKET: Si capisce già dal primo stimolo: un cazzotto nello stomaco che lascia senza fiato. Di dimensioni enormi, forme 
spigolose. La totale fuoriuscita e’ spesso associata ad una piccola 
quantità di sangue. Lacrima obbligatoria. Psicologicamente liberatoria, 
ha in se la stessa sensazione del parto. Spesso ci si affeziona al 
prodotto finale. 

14. ALBANESE: Non ha particolarità ma viene fatta tra due macchine 
nell’estremo momento del bisogno. 

15. RAMSES II: Quando viene "mummificato" l’asse per una igienica seduta. 

16. CIRCO TOGNI: In assenza di asse ci si arrampica e si sta in equilibrio sulla tazza. 

17. KL: Quando non si ha voglia di praticare il CIRCO TOGNI, ci si mette a uovo, con performances degne di nota. Necessita il costante allenamento 
dei quadricipiti. 

18. ROCCO SIFFREDI: Solo maschile: capita spesso di mattina quando 
coesistono erezione e stimolo della cacca: si pratica il KL ma seduti 
sull’asse per controbilanciare. 

19. EDERA: Questo simpatico modello non si stacca mai. Bisogna essere 
allenatissimi nell’esercizio pubo-cocigeo per "tagliare" il parassita. 

20. MAMBA NERO: Dimensioni piccolissime, colore nero, odore fortissimo. 

21. BABY BOOM: Si manifesta dopo il cappuccino, ha l’odore della cacca dei poppanti, colore chiaro, consistenza media.

 

       A cura del prof. Kaiserfra

05
feb
09

TEORIA DELLA CLASSIFICAZIONE DI MASSA

Dopo anni di esperienza come internauta posso azzardare alcune considerazioni (cattive?):
 
RELAZIONI TRA PORTALI INTERNET E CATEGORIE D’UTENTI
 
MYSPACE – raccoglie personaggi che spaziano dalla musica al cinema, dalla filosofia all’arte in tutte le sue forme, un luogo tutto da esplorare pieno di creativi… parecchi comunistacci sfondati tipo Cherubini e alcune capre come Vasco.
 
BADOO – è la patria dei fancazzisti edonisti illitterati e di mignottone da diporto (Cicciolina sbiancherebbe leggendo i messaggi che ho nella casella!).
L’età media è alta ed il grado d’istruzione vergognosamente basso; se sei dislessico, narcisista e sborone, questo è il posto adatto a te!
 
MSN – riunisce persone di tutte le età, con elevate capacità informatiche che consentono loro di usufruire al meglio delle opzioni per esprimersi. E’ il "reale" diario virtuale, vi si trovano i romantici patemi delle adolescenti o le crude proteste contro il sistema… ma se ti scappa di pubblicare una tetta o criticare il Papa… sei fuori!
 
FACEBOOK – iniziato in sordina, poi schizzato nell’olimpo dei record d’iscrizioni dalla tanta propaganda cretina… prima non sò chi ci fosse ma ora si sono aggiunti tutti gli altri, è una ciclopica collezione di cazzi altrui, perfetto per i nostalgici dei tempi che furono e per patentati pettegoli.
 

08
gen
09

A.A….Ahhh!

Cercasi questo film d’animazione:
 

IL NANO E LA STREGA
Anno 1975
Durata 76
Origine ITALIA
Colore C
Genere ANIMAZIONE
Specifiche tecniche NORMALE TECHNICOLOR
Produzione MONTI (ROMA) SDN (PARIGI)
Distribuzione INDIPENDENTI REGIONALI
Vietato 18

Regia
Gioacchino Libratti
Soggetto
Giorgio Terzi
Giovanni Magheri
Sceneggiatura
Giorgio Terzi
Giovanni Magheri
Musiche
Coriolano Gori
Montaggio
Massimo Antonelli

Trama: La maga Merlina, vecchia e brutta, viene a sapere dallo zio mago Magozio che ridiventerà bella se si accoppierà ripetutamente con il nano Pipolo, virilmente superdotato. Ma la vittima non ne vuole sapere e si rifugia prima in un circo, poi nella Foresta di Robin Hood dove lo proclamano duce. Avendo suonate le campane per errore, Pipolo dà il segnale della rivolta che si conclude con la cacciata dell’usurpatore. Merlina e Pipolo tornano alla antica condizione di principessa bellissima e principe e si sposano. Pipolo, tuttavia, ha perso la propria eccezionale virilità. Merlina chiede per l’ultima volta consiglio a Magozio che invita a scegliere: o un Pipolo normale e impotente, o un nano minuscolo ma superdotato. I due optano per la seconda ipotesi.

Note DISEGNI ANIMATI: GIBBA (FRANCESCO GUIDO). – DIALOGHI: ORESTE LIONELLO E ENRICO BOMBA. – ANIMAZIONE: FABIO PACIFICO.

Trasmesso nelle tv private nel ’70… beata tv di una volta….sigh! 

22
dic
08

(di)PARTI(te) TEATRALI

Fra una decina d’anni ricorderanno con nostalgia la propria parte nella recita natalizia…
…ci vuole talento per interpretare…
LE LAPIDI

Al nano è toccata, nel Canto di Natale (Charles Dickens), la parte del fantasma di Marley… ha ottenuto il consenso del pubblico recitando le battute con una tetra voce roca…

…ovviamente non ho rivelato a nessuno che il giorno prima, fuori al freddo, senza sciarpa, ha corso col suo amichetto e sbraitato come un pirla fino a diventare afono! 

04
nov
08

AL CINEMA

Dopo la convincente recensione di Alessio ho deciso di andare al cinema a vedere l’ultimo Disney… ma credo di aver sbagliato film…

TRAMA:

Una rockband britannica tenta di demolire a colpi di martello il piccolo protagonista robotico
erroneamente confuso con la Moratti.

 

31
ott
08

HALLOWEEN non solo bagordi

Halloween è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, che si celebra il 31 ottobre. Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta risalire a quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra all’inverno.  

   

In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell’estate con Samhain, il loro capodanno. A sera tutti i focolari venivano spenti e riaccesi dal “sacro falò” curato dai druidi a Tlachtga, vicino alla reale collina Tara.  

Nella dimensione circolare del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all’anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ed i vivi potevano accedervi .  

I Celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Da qui l’usanza del trick-or-treating.  

I Celti, inoltre, non credevano nei demoni quanto piuttosto alle fate ed agli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all’uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti.  

Si ricollega forse a questo la tradizione odierna e più recente per cui i bambini, travestiti, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: “Dolcetto o scherzetto?” (“Trick or treat” nella versione inglese). Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse.  

Infine,il nome “Halloween” deriva da “All Hallows Eve”, che vuole dire appunto “Vigilia di tutti i santi”, perciò “Vigilia della festa di tutti i santi”, festa che ricorre, appunto, il 1° di novembre.  

È usanza ad Halloween intagliare zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all’interno.  

  

Questa usanza nasce dall’idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (fuochi fatui, generati dalla materia in decomposizione); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti. Questa usanza fa riferimento anche alle streghe, che nei tempi più remoti venivano bruciate sui roghi o impiccate; infatti, oggi si pensa che queste vaghino nell’oscurità della notte per rivendicare la loro morte e ne approfittano per usare il loro potere ad Halloween, quando quest’ultimo aumenta in misura maggiore rispetto alla loro normale paranormalità. L’usanza è tipicamente statunitense, ma probabilmente deriva da tradizioni importate da immigrati europei: l’uso di zucche o, più spesso in Europa, di fantocci rappresentanti streghe e di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell’Emilia-Romagna, dell’alto Lazio e dellaToscana, dove la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome di zozzo.Anche in varie località della Sardegna la notte della Commemorazione dei Defunti si svolgono riti che hanno strette similitudini con la tipica festa di Halloween d’ oltreoceano, nel paese di Pattada si incidono le zucche e all’ interno viene accesa una candela, in altri paesi si svolge il rito delle “Is Animeddas” (Le Streghe), del “Su bene ‘e is animas”, o del “su mortu mortu”, dove i bambini travestiti bussano alle porte chiedendo doni.  

La leggenda di Jack-o’-lantern  

  

L’usanza di intagliare i Jack-o’-lantern risale alla leggenda irlandese di Jack, un pigro ma astuto fattore, che con un astuto inganno ed una croce intrappolò il diavolo (facendolo spaventare e salire su un albero ed incidendovi una croce in modo da rendere il diavolo incapace di scendere), e lo liberò solo dopo che questo acconsentì a non farlo mai entrare all’inferno. Quando Jack morì, aveva peccato così tanto da non poter essere accolto inparadiso, ma il diavolo non lo lasciò entrare all’inferno e cosi rimase in Purgatorio.  

Così Jack intagliò una delle sue rape, ci mise una candela dentro e cominciò a vagare senza fine per il mondo alla ricerca di un posto dove riposare. Egli divenne noto come Jack della Lanterna o Jack-o’-Lantern.  

Altre informazioni “lanternative” QUI   

16
ott
08

ALCOL NEWS

10
set
08

VOLARE oh-o!

27
ago
08

PROVERBI LIVORNESI

PROVERBI del CACIUCCO

 

  • Alli zoppi pedate nelli stinchi.
  • Ama’ senz’esse’ amato è come pulissi ‘r culo senza ave’ caato.
  • A un livornese ci vole cento lire pe’ fallo ‘omincià e mille pe’ fallo smette.
  • Brutta in viso, e sotto il paradiso.
  • Chi ha potta ha pane chi ha cazzo more di fame.
  • Chi more puzza e chi vive sgalluzza.
  • Chi va ar cesso e un caa bene, tre vorte va e tre vorte viene.
  • Coscia lunga, taglio fine.
  • Culo alto, ci fò un salto
  • Chi lavora e si strapazza malidetta la su razza
  • Ca’are è facile, ma pigliallo in culo é un lampo.
  • Donna ‘he dimena l’anca, se un’è puttana poo ci manca.
  • Di tre cose diffida nella vita: della volpe, del tasso e delle fie col culo basso!
  • Donna nana tutta tana
  • Donna alta si ribalta
  • Facile fa ir finocchio cor culo di vell’altri.
  • Fra r’culo e la fia c’è un passo di formia.
  • Gli amici sono ‘ome ‘ fagioli: parlano dietro.
  • Hai mangiato l’ovo n’culo alla gallina.
  • Ir bacio è ‘na telefanata ar cazzo perché si tenghi pronto
  • La bella dalle lunghe ciglia: tutti la vogliono e nessuno la piglia.
  • La donna è come ‘r maiale, ‘un si butta via nulla.
  • La fia ci fa, la fia ci sfa.
  • La testa di sotto ‘omanda vella di sopra.
  • Le novità di questo porto? O piove, o tira vento, o sona a morto.
  • Le parole le porta via ‘r vento, le bicirette i livonesi e i bischeri nessuno.
  • Le donne sono come le sarcicce: budelle fori, maiale dentro e vanno ‘onsumate carde.
  • L’hai in Domo, come sonà a predìa.
  • La signora der Cignù, c’ha na fame un ne por più.
  • Le donne oh so puttane o volano!
  • Le leggi di Livorno durano un giorno
  • Meglio puzzà di merda ‘e di povero.
  • Meglio un morto ‘n casa che ‘n pisano all’uscio.
  • Meglio ave’ i pantaloni rotti ar culo che un culo rotto ne’ pantaloni.
  • Mi pai quello che mi caò sull’uscio e poi la rivoleva!
  • Meglio i pantaloni rotti nel culo che il culo rotto nei pantaloni.
  • Meglio un culo piatto che un piatto in culo.
  • Ogni bella scarpa doventa ‘na ciabatta.
  • Onci onci onci, bevi di meno ponci, lo vedi ‘ome ti ‘onci a bé tutti ve’ ponci.
  • Ogni testa dura trova ‘r su’ scoglio.
  • Piccino un lo senti, grosso ti fa male
  • Pipi ritto ‘un vor consigli.
  • Potta, bui di ‘ulo e ponci.
  • Più schifo fai, meno spese hai.
  • Preciso ‘ome un dito ‘nculo!
  • Quando r’culo caa e r’cazzo rende, vo ‘n culo alle medicine e chi le vende!
  • Questa vì è di Gesù, dopo questa ‘un ce n’è più!
  • Se ‘r mondo fosse ‘n culo, Livorno sarebbe ‘r buo.
  • Se voi fa’ ‘n dispetto a Cristo, da ‘n povero facci ‘n ricco.
  • Si lavora, si fatìa, per ‘er pane e pella fia, si lavora tutto l’anno ma la fia un ce la danno.
  • Senza lìlleri, ‘un si làllera.
  • Se le troie volassero a te ti darebbero da mangià con la fionda.
  • Se donna ‘un vòle, omo ‘un pòle.
  • Se t’avessi in culo t’andrei a caà alla meloria.
  • Sei ‘ome Maria: larga di ‘ulo e stretta di fia
  • Sei simpati’o come un gatto attaccato a ‘oglioni
  • Ti c’ho ner core ma ti vo’ ner culo.
  • Tira piu un pelo di potta che un carro di bovi.
  • Tre donne fanno ‘n mercato, quattro ‘na fiera.
  • Tromba di ‘ulo, sanità di ‘orpo: aiutami ‘ulo sennò son morto.
  • T’avessi in culo t’andrei a caà alla Meloria…. (cor vento di terra!!!!)
  • Tra scurregge e ruti Dio t’aiuti.
  • Tutti finocchi col culo dell’artri
  • Tre cose ‘un si sopportano: gioà di nulla, bacio di moglie e caffellatte diaccio.
  • Te si che sei omo mia la tu moglie
  • ‘Un ti mette’ ‘n cammino se la bocca ‘un sa di vino.
  • Un ciànno mia cresciuti a bucce di coomero.
  • Voglia di lavora’ sartami addosso, ma fammi lavora’ meno ‘e posso.
  • Vento di ponente: acqua fino a’ ‘oglioni e pesci niente.
23
lug
08

NON LO SAPEVO

Xche mettendo delle bottiglie d’acqua negli angoli i gatti non ci fanno la pìpì?

 

E’ una leggenda metropolitana.
Anche se le ragioni di questa usanza rimangono vaghe, le più ricorrenti sono che i cani e i gatti, specchiandosi sulle bottiglie, si allontanerebbero per paura; che i padroni avrebbero paura che si tratti di acqua avvelenata; che i cani e i gatti avrebbero paura delle ombre proiettate dalle bottiglie; che i padroni le vedrebbero e capirebbero che in quel punto non devono far fare la pipì ai loro animali; che i cani si avvicinerebbero alle bottiglie per fare pipì, e alzando la gamba le farebbero cadere a terra, e a questo punto scapperebbero spaventati; che gli animali avvertirebbero, al contatto con le bottiglie, una leggera scossa elettrica che li allontanerebbe; e così via.

Eppure non esiste alcuna interpretazione scientifica che avvalori l’efficacia delle bottiglie. Anzi, ci sono testimonianze del contrario: cani e gatti sorpresi a far pipì proprio sulle bottiglie che avrebbero dovuto allontanarli.

Questa storia è diffusa, oltre che nel nostro Paese, anche in Spagna e in Argentina; e a metà degli anni ’80 nel mondo anglosassone si era diffusa l’usanza di disporre bottiglie di plastica piene per metà di acqua nei prati, per lo stesso motivo, e la voce si era diffusa negli USA, in Canada, in Giappone, in Australia e in Nuova Zelanda.

 

… io non avevo mai neppure fatto caso alle bottiglie sugli usci!!!

21
lug
08

DISCRIMINAZIONE

Sabato, gironzolando tra le corsie del Toys, ho visto una marea di giocattoli bislacchi…
povere bambine, sfido che poi, da grandi, gli vien voglia di bruciare il reggiseno!

Per i maschietti invece fanno un sacco di giochi machissimi…

… beh, ora che son adulta, posso usare quelli veri!




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